Il rinvio del voto sul « Pacchetto Auto » da parte della commissione Trasporti del Parlamento europeo, annunciato il 2 ottobre 2026, ridistribuisce le carte per l’intero settore. Tra negoziazioni franco-tedesche sulle norme sulle emissioni post-2035, blocco dell’omologazione Tesla FSD e dinamica del mercato elettrico francese, le notizie automobilistiche di questo inizio ottobre meritano una lettura tecnica.
Omologazione Tesla FSD in Europa: un calendario che slitta verso dicembre 2026
Il sistema Tesla FSD Supervised non è una guida autonoma senza supervisione. Il conducente rimane legalmente responsabile e deve mantenere una vigilanza costante. Sette Stati membri hanno riconosciuto l’autorizzazione rilasciata dai Paesi Bassi, ma quattro mercati principali mancano all’appello.
Francia, Germania, Italia e Spagna non hanno ancora adottato questo riconoscimento. Un voto europeo non è atteso prima di dicembre 2026, secondo electrive.com. Questo ritardo non è da sottovalutare: rinvia qualsiasi dispiegamento commerciale significativo sui quattro principali mercati del continente.
Il blocco è meno dovuto a un disaccordo tecnico che a divergenze normative sulla responsabilità del conducente e le condizioni di attivazione del sistema. Le notizie pubblicate da Rognac Auto permettono di seguire queste evoluzioni normative nel corso delle settimane, con uno sguardo centrato sulle conseguenze pratiche per gli automobilisti.
Per i professionisti del settore, questa situazione crea un’asimmetria competitiva temporanea tra i paesi europei. Le flotte che operano nei Paesi Bassi o nei sette Stati firmatari accedono a funzionalità avanzate di assistenza alla guida che i loro omologhi francesi o tedeschi non possono sfruttare.

Normative europee sulle emissioni post-2035: il rinvio del voto e l’asse Parigi-Berlino
La commissione Trasporti del Parlamento europeo ha rinviato il voto sul « Pacchetto Auto » il 2 ottobre 2026. Questo testo doveva porre le basi per la revisione delle norme sulle emissioni dopo la scadenza del 2035. Il rinvio porta il dossier in una fase politica in cui ogni Stato membro difende il proprio settore industriale.
L’asse franco-tedesco cristallizza le tensioni. Berlino spinge per maggiore flessibilità a favore dei motori termici che funzionano con carburanti a basse emissioni di carbonio (e-fuels). Parigi, dal canto suo, insiste su requisiti di contenuto europeo per condizionare gli aiuti pubblici e i mercati di acquisto pubblico.
Questa divergenza non riguarda l’obiettivo climatico stesso, ma i mezzi industriali per raggiungerlo. Un accordo bilaterale tra Francia e Germania non modificherebbe direttamente la legislazione europea, ma orienterebbe fortemente le negoziazioni al Consiglio.
Contenuto europeo e batterie: il costo della sovranità
Il compromesso è delicato: proteggere la produzione europea di batterie aumenta il costo del veicolo a breve termine, ma riduce la dipendenza dalle importazioni asiatiche.
I costruttori europei si trovano a dover affrontare due vincoli. Da un lato, obiettivi di emissioni rigorosi che impongono di accelerare l’elettrificazione. Dall’altro, regole di origine che aumentano il costo dei componenti strategici.
- Berlino difende gli e-fuels come soluzione transitoria per i motori termici esistenti, il che prolungherebbe la redditività di alcune linee di produzione tedesche
- Parigi condiziona gli aiuti a un tasso di contenuto europeo, favorendo le gigafactory situate sul territorio
- I paesi dell’Europa centrale, fornitori di sottoinsiemi termici, temono una transizione troppo rapida senza una riconversione industriale sufficiente

Mercato elettrico francese: un’accelerazione confermata sul campo
Il mercato francese della vettura elettrica sta progredendo fortemente. Le immatricolazioni di veicoli elettrici nuovi continuano a crescere, sostenute dall’ampliamento dell’offerta sotto la soglia dei 25.000 euro e dalla crescente rete di ricarica.
La quota di mercato dei veicoli elettrici in Francia continua a salire, e questa tendenza si verifica anche al di fuori delle grandi metropoli.
Bonus ecologico: un inasprimento probabile dei criteri
La Francia prevede di inasprire le regole del bonus per le auto elettriche. Il punteggio ambientale, che penalizza già i veicoli prodotti al di fuori dell’Europa (soprattutto in Cina), potrebbe essere rafforzato. Questa misura mirerebbe ad allineare politica commerciale e politica industriale.
Per gli acquirenti, ciò significa che alcuni modelli attualmente idonei al bonus potrebbero esserne esclusi nei prossimi mesi. I modelli assemblati in Europa con batterie europee sarebbero logicamente favoriti.
Salone dell’Auto di Parigi 2026: cosa rivelano gli annunci dei costruttori
Il Salone dell’Auto 2026 a Parigi concentra diversi annunci di prodotto. Peugeot spinge la sua e-208 GTi nel segmento delle city car sportive elettriche, e Volkswagen capitalizza sul lancio dell’ID.Polo.
Due segnali di fondo emergono:
- Il segmento delle city car elettriche sotto i 25.000 euro diventa il nuovo campo di battaglia, con la Citroën e-C3, la Dacia Spring restyling e la Volkswagen ID.Polo
- Le versioni sportive elettriche (Peugeot e-208 GTi) cercano di dimostrare che le prestazioni non sono riservate al termico, anche se i tempi di ricarica rimangono un punto debole documentato
Il Salone dell’Auto rimane il miglior indicatore delle orientazioni strategiche a 18-24 mesi. I modelli presentati quest’anno entreranno in concessionaria tra la fine del 2026 e la metà del 2027, con listini ancora suscettibili di evolversi in base agli aggiustamenti europei sul bonus e le norme sulle emissioni.
L’autunno 2026 si distingue per la convergenza di questi dossier normativi, industriali e commerciali. Il voto rinviato del « Pacchetto Auto », le negoziazioni franco-tedesche e l’inasprimento del bonus francese delineano un quadro in movimento. Le scelte d’acquisto come le strategie di flotta trarranno vantaggio dall’integrare questi parametri prima che si cristallizzino nella legislazione.



